Capena 07/08/99

 

Caro Mario,

riscontro e rispondo alla tua del 10/07, allegandoti anche un altro mio scritto che mi ha distolto dal dedicarti tempo nello scorso weeck-end, come avrei voluto.

Chiedi che ti risponda "la saggezza o l'umiltà" quando da parte mia posson rispondere solo, ovviamente, la follia e presunzione!

Nel mio "Parerga und Paralipomena" scrissi (negli anni di piombo) la maggior parte di quanto segue al numero uno; scrivo ex novo il resto.

1°) Fascino dell'incomprensibilità:

1.1. Dopo averlo letto con grande attenzione, ho provato a farmi un riassunto, per mio uso e consumo, del famoso discorso di Moro - cinque ore di vaneggiamenti! - sulle convergenze parallele (già di per sé assurdità geometrica).

1.1.1. Ebbene: con in pugno un evidenziatore e l'abitudine, musicale, della ricerca della linea melodica, scartando tutto ciò che sia semplice 'riempitivo' od 'accompagnamento', dapprima rigo per rigo, poi pagina dopo pagina,

1.1.2. mi ritrovai alla fine del discorso senza avercela localizzata ….., ricominciai pensando di essermi distratto......invece era impossibile da rintracciare,

1.1.3.  SEMPLICEMENTE PERCHE' NON C'ERA, mirabile esempio di discorso non per comunicare ma per nascondere il proprio pensiero1!

1.1.4.  Eppure esso non solo è stato lungamente e calorosamente applaudito e favorevolmente commentato, ma addirittura la Democrazia Cristiana ne ha fatto una sua bandiera per riappropriarsi dell'idea di quel compromesso storico per mantenere il potere che assai più onestamente devesi attribuire al chiaro ed inequivocabile Berlinguer!

1.2. Devo concludere che, anche se - è proprio il caso di dire - INCOMPRENSIBILMENTE, l'incomprensibilità, le parole misteriose devono evidentemente affascinare,

1.2.1. avere una traenza magnetica, che inoltre sembra trasmettere, magicamente, sicurezza e fiducia (tipo gli Amen ed il famoso abracadabra2 di non sicura etimologia).

1.2.2. Ricerchiamone le ragioni: non é del tutto da escludere che ciò dipenda da un equivoco uso del latino - ormai quasi totalmente oscuro ai più -

1.2.2.1. ma tuttora ampiamente usato, da tutti gli smerdapandette, per confondere le sentenze, dai preti per darsi un look magico e serioso con cui turlupinare i semplici, nonché, ironicamente, dai goliardi per volutamente canzonare (uccellare!) ambedue.

1.2.3. Questa ipotesi sembra attraente ma é eccessivamente limitativa, perché dovrebbe accomunare solo i frequentatori di Tribunali e Chiese, mentre l'incomunicabilità colpisce assai più estesamente:

1.2.4. occorre quindi risalire a ben altre origini, BEN PIU' CONDIVISE, anche se il latino latinorum è sicuramente da individuarsi quantomeno come una componente del fenomeno.

1.3. Analizziamo allora questa scena, sicuramente presente nell'inconscio collettivo di ognuno di noi: la neo-mamma canta nenie e ninne-nanna mentre allatta, lava ed accudisce il suo piccolo mostro, famelico e dagli occhi sgranati;

1.3.1. indirizza a lui -scimmia nuda - affettuosità assimilabili alla, così gradita!, pulizia e cura del pelo (degli altri primati pelosi) nonchè parole gentili ed affettuose anche se, ovviamente, almeno per il momento, per lui totalmente incomprensibili.

1.3.2. Il giovanotto, che, per razza, è ben lungi dall'essere uno stupido ed ha inoltre un innato senso della musicalità e dell'INTENZIONALITÀ, anche se non comprende, segue il tutto con vivo interesse e, all'inizio, non poca preoccupazione;

1.3.3. ma poi non può che razionalmente concludere "Certo non riesco a capire che puttanate va dicendo………… deve trattarsi di una lingua morta, o quantomeno in via d'estinzione…..; ma dovrò ugualmente decidermi a studiarla perché lei non sembra per niente così furba da riuscire a capire la mia ……

1.3.4. Però le sue intenzioni sembrano buone, la musica è gradevole, mi alimenta, mi coccola, mi pulisce, m'incipria l' uccello e mi solletica le palle, per cui tutto è bene quel che finisce pene".

1.3.5. Rassicurato, si mette il ciuccio in bocca e s'abbandona, totalmente e piacevolmente a quel gradevole e rilassante trattamento che, non solo negli altri primati pelosi, genera abbondante produzione di endorfine ed il conseguente torpore.

1.3.6. ……………. e così potremmo davvero aver trovato il caput vermis, cioè l'origine del fascino dell'incomunicabilità (ovviamente tali parolacce latine hanno lo scopo di tranquillizzarti e rassicurarti sulla perfetta veridicità di questa mia teoria, che in realtà è invece solo un'attraente ipotesi di lavoro).

1.4. Non sottovaluterei inoltre che possano contribuire:

1.4.1.  il fascino di non poter essere smentito, in quanto un simile colloquio diviene un soliloquio perchè le frasi insensate, quantomeno, NON SI POSSONO CONTRADDIRE

1.4.1.1. (bisognerebbe prima riuscire a capirle), quand'anche non intendessimo - magari anche parecchio stiracchiatamente e come fai tu! - interpretarle per darci ragione.

1.4.2.  il fascino dei mille gradi di libertà del blocco di pietra intonso, in cui sono potenzialmente contenuti tutti i Mosè e tutti i Prigioni del mondo,

1.4.2.1. ed il cui risultato è quindi totalmente da noi dipendente (mentre il vero Mosè od il vero Prigione ci potrebbe forse riuscire, tuttosommato, troppo limitativo, della nostra sbrigliata fantasia).

1.5. In quest' ordine d'idee il vero valore di una frase (come del resto avviene per le battute nella musica) non risiederebbe allora in una semplicemente corretta lettura,

1.5.1. ma piuttosto nell'interpretazione, dal risuonare del significato GLOBALE, che invece noi gli attribuiamo, o che crediamo di aver capito:

1.5.2. significato di una frase non più attribuito dall'accostamento delle parole, ma solo da quello che genera in noi la loro sommatoria e sonatoria.3

1.5.3. Esempi:

1.5.3.1. nel film "Amici miei" e nei suoi seguiti, Tognazzi sfruttava sapientemente - con grande risultato comico - l'effetto incomprensibilità di una tiritera alla supercazzola prematurata

1.5.3.1.1. che, ancorchè sempre la stessa, veniva sempre letta e interpretata in modi diversi ed esilaranti;

1.5.3.2. i discorsi di Hitler, già largamente incomprensibili nella loro traduzione, dovevano esserlo ancora di più in tedesco4!

1.5.3.3. Più recentemente la comicità della falsa comprensione è stata mirabilmente sfruttata dalle Jene, costituendo certamente la parte più divertente ed interessante del loro programma televisivo.

1.6. Quindi, anche grazie all'ammaestramento di Moro, possiamo concludere che un discorso più insignificante é, più diventa usufribile e gestibile per tutti gli usi!

2°) Gli incomprensibili per loro scelta.

2.1. Ma non mi sarei mai aspettato che si riducesse a chiosare e fare discorsi incomprensibili il mio buon amico Mario, il cui fraseggiare - un tempo! - dominava lo scroscio dei marosi5 ed incantava per la sua limpida logica,

2.1.1. mentre ora, evidentemente abbastanza rincoglionito, si è ridotto a chiosare - attonito, letargizzato e col ciuccio in bocca - gli ermetici e sgrammaticati "sproloqui dall'aldilà" che gli propina la sua psicolabile figlia Chiara, in vena di mediumcazzeggiare!

2.1.2. Questa brava ragazza, timorata di Dio e fulgido esempio d'amor filiale, orripilata dal complesso d'Edipo e dall'incesto, rimuovendolo....

2.1.3. ma tuttavia incosciamente succube di queste contorte necessità e debolezze sia proprie che del vecchio padre, si presta amabilmente a propinargli questa strana forma di seghe mentali!

2.1.3.1. [Potrebbe infatti non essere un caso che tra migliaia di possibili referenti Chiara abbia affermato di essere in contatto proprio col PAPINI (o Papino!)?!

2.1.3.2. …… e tale inconscio desiderio d'incesto andrebbe ovviamente compreso ma certo CONTRASTATO!!!]

2.1.4. In quanto agli sconclusionati messaggi, Mario - ma solo lui! - riesce a vederne una profonda saggezza, divina provenienza del compianto autore di "Un uomo finito" ;

2.1.5. e per chiosarli impegna, perdendole, giornate su giornate, oltre a rifilarli, non per buoni, ma addirittura ottimi e superlativi!, ai suoi migliori (e più sensati) amici ……..

2.2. Ma, in quanto a me, io, con Voltaire, preferisco lasciare generalmente il semi-ermetismo ai geni come Fritz6 il parlare con parabole a Cristo (anche se, in realtà, talvolta non mi dispiace imitarlo)

2.2.1. perché noi, poveri e comuni mortali7 , abbiamo, quanto meno, il diritto-dovere di fare ogni sforzo per cercare di riuscire chiari e facilmente comprensibili!

3°) Il lek

3.1. Secondo me questi rapporti con l'al di là son solo un vostro doppio lek8; conseguentemente:

3.1.1. Chiara ha, forse e probabilmente, bisogno solo di essere potentemente e sapientemente ingroppata: un bel paio di cuccioli,

3.1.1.1. concentrando obbligatoriamente la sua attenzione su essi VIVI, la distoglierebbero certamente dai Papini morti (e - memorabile insegnamento! - lasciate che i morti seppelliscano i morti !).

3.2. Pappagallata Sufi (ogni irriverente riferimento a Chiara potrebbe non essere per niente casuale!)

3.2.1. Un mistico Sufi aveva una bellissima pappagallina che impegnava tutto il suo tempo a pregare; il suo lek era un trespolo, cui era attaccata per le zampe e su cui si genufletteva continuamente dicendo: "Allah è unico, potente e misericordioso ……….Allah è la mia unica fede e la mia sola speranza ecc.ra!"

3.2.2. Il Sufi l'esibiva estasiato agli amici, che ne restavano incantati finchè un giorno non venne a trovarlo il suo Maestro:

3.2.3. "Niente di eccezionale - disse questi provocatoriamente - ho anch'io un pappagallino che non fà che pregare….”

3.2.4. "Ma allora è meraviglioso: facciamo incontrare i due mistici e santi animali e chissà che bei cori ne usciranno!” E così fu fatto.

3.2.5. Ma, quando in fondo alla moschea il pappagallino pregante, credendosi solo, intonò le omelie, subito, meccanicamente, la pappagallina incominciò a completarle a tono.

3.2.6. A questo punto il maschietto, CONTRO OGNI ASPETTATIVA, resosi conto che un'altra dolce voce DI SOPRANO interferiva, localizzatala, arruffò tutte le penne per sembrare più grosso

3.2.6.1. e, spiccato il volo, invase prepotentemente l'altrui trespolo, poggiando anche, disinvoltamente, un'aluccia-morta sulla groppa della pappagalla e dicendole brutalmente: "Ehi Pupa, scopiamo?!"

3.2.7. La pappagalluccia arruffò le penne anche lei, mentre dalla genuflessione passava ai 90 gradi, "Lo sapevo......n'ero certa, Allah, che prima o poi avresti esaudito le mie preghiere!"

3.3. In quante a te, Mario credimi completamente!, che queste tue seghe mentali hanno gravemente nuociuto alla tua lucidità e razionalità.

3.4. ARIVOLEMO IL MARIO DI PRIMA !!!……..quello che ragionava con noi vivi e non con i morti !

4°) Un'ipotesi

 Un fiore caldo e torrido che ventola
ardenti fiamme di saggezza, e prega
che forze nere e forti lo redimano,
alla mia nuda volonta' si oppone
e in regioni dolenti mi costringe.

4.1.  Questa poesia (che DUNBAR considera la migliore della raccolta9) ha una storia strana:

4.1.1.  la maggior parte della critica aveva lodato la deliziosa ingenuità dell'opera, lo stile naif di essa, ritenendola un sommario di poesie di ragazzini10: un giudizio insomma largamente sia positivo che fuoriluogo.

4.1.2. Perché infatti venne fuori che tutte le poesie erano state scritte da un computer, in quanto CHAMBERLAIN era solo un bravissimo programmatore,

4.1.3. che aveva scritto un algoritmo, un programma-POETA, chiamato RACTER: allora si fece irrazionalmente indietrotutta, vituperando questo attentato al Sancta Sanctorum.

4.1.4. Il computer infatti non poteva certo sapere quello che stava facendo: controllava solo la concordanza in genere e numero e, per il resto, associava le parole randomizzando,

4.1.5. in proporzione alla frequenza con cui gli aggettivi ecc.ra risultavano, nella letteratura inglese, associati a quella particolare parola ecc.ra.

4.2. Il commento papiniano alla tua "lettera agli sconosciuti", con quelle sue grossolane pretese poetiche, mi ha indotto ad associarlo con la succitata poesia meccanica, di cui non mi ero dimenticato:

4.2.1. Chiara potrebbe veramente solo cercare di sintassizzare (non si può infatti dire che, almeno nella maggior parte dei casi, ci sia perfettamente riuscita!): tanto a trovare il significato dopo ci pensi tu!

5°) Come si manifesta la vera medianicità

5.1. Lascia infine poi che ti dica il mio pensiero sulla medianicità: quali esponenti della razza umana, noi siamo tutti e continuamente medium, ma non nel senso e forma che pensi tu.

5.2. Credimi, in ogni momento ed in ogni nostra manifestazione tutto il passato della razza è paradossalmente presente, mentre il futuro incombe solamente:

5.3. Fritz è in noi, Freud, Schopenhauer è in noi (soprattutto in me!) ed io sono in loro, lieto d'imprestargli la mia mano ancora ferma e la mia voce non ancora silente.

5.3.1. Autori amati e cari: a Voi offro queste pagine, Vostre e mie, sapienti ed ingenue, limpide e cupe, semplici e complesse, di sangue gocciolanti e di vita!

5.3.2. Portano le stesse stimmate che a Voi fecero varcare, da vincitori, gli abissi del tempo: da esse riconoscetele ed accettatele tra Voi,

5.3.3. come prodotto di un mostruoso connubio che ha consentito ai Vostri cervelli secchi, alle Vostre vene inaridite, di palpitare ancora nel tempo a mio mezzo!

5.4.  (mia libera traduzione, dall'inglese ed in prosa ritmata, della lettera 54 di "Cup of tea" di Bagwan "Osho" RAINESH; anche il titolo l'ho scelto io).

5.4. Consapevolezza

5.4.1. Io sono tutt’uno con ogni cosa:
in ciò che è bello, in ciò che è brutto
scava e mi troverai.

5.4.2. Della virtù e del vizio
sono ugualmente compagno:
perché non il solo paradiso m’appartiene,
ma anche l’inferno.

5.4.3. Di Buddha, di Gesù o di Lao-tzu
non c'é merito a vantarsi erede,
ma di Gengis Khan,  Tamerlano od Hitler
chi oserà dichiararsi discepolo?!

5.4.4. Eppure anch’essi sono in me,
perché non mezza ma tutta l’umanità io sono:
Tutto ciò che è umano è mio,
i fiori come le spine, le tenebre come la luce;
e se il nettare è mio, di chi sarà il veleno?
M'appartengono entrambi!

5.4.5.  Religiosa è  questa esperienza
poiché solo quest’estasi ed angoscia
evolverà la vita sulla terra.

5.5. Sottoscrivo il tutto in quanto perfettamente conforme alla mia, nostra, loro ecc.ra volontà, quale rappresentante pro-tempore della razza nonchè quale risultato, tra i più avanzati, della sua evoluzione!

5.6. Hai capito ora qual'é la vera medianicità? E perdonami se devo alternare graffi ed abbracci, ma lo faccio per il tuo bene.

F.R.

1 Anche se quindi gli sono debitore delle seguenti osservazioni, non potei non concludere che una sua rapida trasformazione in concime chimico azotato sarebbe stata non solo praticamente indolore, ma anzi probabilmente favorevole, per l'Italia; e quando, pochi mesi dopo, ciò realmente accadde, con il compiacimento e la riconoscente acquiescenza dell'intiera classe politica, commentai graffiantemente: "I soliti infami denigratori calunniano l'azione politica del compianto Aldo MORO affermando vieppù la totale inutilità anche della sua vita. Posso tranquillamente affermare che ciò è un madornale falso: nasceranno fiori, splendidi e profumati, anche sulla sua tomba!"

2  Dall'aramaico 'abhadda kadhabhra' = 'sparisci come queste parole'???

3 Uno dei bis, sempre applauditissimo, di mio padre era una successiva lettura dello stesso "Per Elisa" fatto da un dilettante, da una studentessa del III anno, da un professionista innamorato, da un pianista russo ed infine da lui, Er più.

4 La ragione della difficoltà di comprensione del tedesco é spiegata nella pagina “Se non hai familiarità con i testi parcellizzati e strutturati-------” dell'indice. Dei discorsi di Hitler faceva un'esilarante parodia Charlot in "Il grande dittatore" con uno pseudo-tedesco che in realtà non significava e non voleva significare niente, ma che manteneva invece assai fedelmente il gesticolare, il tono ed il fraseggiare del dittatore.

5 chiara reminiscenza di Demostene, che, nato balbuziente, si curava tale difetto, infine superandolo, declamando dinnanzi al mare tempestoso.

6 "Così parlò Zarathustra" è stato il mio breviario; ma la caratteristica dell'opera geniale è proprio che è ammirabile sin dalla prima lettura, anche se analizzabile per sempre (e non mai compiutamente); anzi s'incrementa per ripetute e distanziate letture, provenendo spesso la chiarezza solo progressivamente, come il sorgere del sole (senti quell'indimenticabile commento musicale di Strauss!) e solo dal variare delle circostanze della vita…..grazie ancora, Fritz !

7 scontata, a questo punto, l'obbiezione di Mario che il Papini in quanto già morto, non debba esser considerato un comune mortale!

8 termine della zoologia = spazio, intorno, scelto da un animale per mettersi in mostra (nella zoologia quasi esclusivamente o a scopo sessuale o per intimorire l'avversario) passivamente, per interessare ma lasciando l'iniziativa a controparte; classico esempio di comportamento nel suo lek il fare la "ruota del pavone"

9 dal titolo "L' orso del poliziotto è mezzo costruito", Londra 1984, autore inizialmente dichiarato Bill CHAMBERLAIN.

10 CHAMBERLAIN infatti si qualificava insegnante, ma tacendo che lo era d'informatica!

 

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